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Dalle luci di Torino alle luminarie di Salerno

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Anche quest’anno, l’impegno di soldi pubblici per realizzare la kermesse salernitana “Luci d’Artista” è ingente: oltre tre milioni di euro sicuramente spesi dagli Enti pubblici per una manifestazione che ridurrà la nostra città nei prossimi mesi, per l’ennesima volta, in un enorme ingorgo stradale.

La mancanza di una totale trasparenza nella pubblicazione degli atti relativi a questa manifestazione, ancora una volta non ci consente di stabilire esattamente quanti soldi dei cittadini salernitani finiranno in luminarie.

Oltre alla somma di due milioni e duecentomila euro versati dalla Regione Campania, che rappresentano il 10% della spesa programmata dal piano strategico Cultura per il 2018, l’Ente comunale affronterà una spesa di circa trecentomila euro che serviranno, tra l’altro, per addobbi floreali, comunicazione dei percorsi, rifacimento ed installazione delle luci di proprietà comunale, ecc.

A questi dati, difficilmente recuperabili dall’Albo Pretorio online del Comune di Salerno, c’è ancora un dubbio sulla spesa energetica della manifestazione di cui non si conosce una esatta previsione e non è dato sapere con quali soldi verrà coperta.

Eppure basterebbe “copiare” la gestione virtuosa del Comune di Torino per migliorare questo evento nell’ottica della partecipazione cittadina e della creazione di un indotto lavorativo che avrebbe sicuramente già sviluppato una economia di scala a livello territoriale.

Mentre per dieci anni Regione Campania e Comune di Salerno hanno versato ben 12 milioni di euro nella casse della Iren, la società che ha sistematicamente vinto l’appalto per l’evento Luci d’Artista, il Comune di Torino, amministrato dalla sindaca M5S Chiara Appendino, riesce addirittura ad “intascare” risorse per il medesimo evento.

Da ormai ventun anni, infatti, la giunta torinese affida alla IREN ed alla Fondazione Teatro Regio la gestione della manifestazione. Quest’anno i fondi necessari vengono reperiti in due modi: la IREN contribuisce con un sostegno pari a 463mila euro, mentre la Fondazione ha presentato una richiesta di contributo pari a 400mila euro alle fondazioni bancarie torinesi, ovvero Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT.

Inoltre la città di Torino integrerà eventuali ulteriori somme attraverso una specifica sponsorizzazione erogata da Intesa – San Paolo.

Sotto la Mole le luci sono già accese ed anche quest’anno i “cugini torinesi” hanno previsto un progetto educativo, artistico e culturale rivolto principalmente ad insegnanti, studenti, famiglie e cittadini residenti attraverso una proposta negli spazi urbani attraverso cui gli adulti ed i ragazzi potranno conoscere le opere contemporanee presenti nel loro territorio urbano.

Il Progetto sarà arricchito dalla possibilità per i partecipanti d’interagire con Tobias Rehberger, un importante protagonista del mondo creativo internazionale e porterà alla costruzione autoriale da parte dei ragazzi e delle ragazze di un personale Diario Illuminante, visto come restituzione in forma artistica del percorso di apprendimento da loro compiuto.

Questo esempio dimostra la sostanziale differenza tra Torino e Salerno nell’approccio all’organizzazione dei grandi eventi. Dalle luci del capoluogo piemontese alle luminarie per nulla artistiche soprattutto nei quartieri periferici di Salerno la differenza è enorme e si vede. C’è la forte convinzione che questa amministrazione non sia in grado di mettere testa e cuore, ma solo la tasca (dei cittadini) per rendere una manifestazione una esclusiva ed ottima occasione per una perenne quanto fastidiosa campagna elettorale.

Salerno, 09/11/2018

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